I vini sardi e i Vitigni autoctoni della Sardegna

Vini sardi e vitigni autoctoni

I vini sardi sono uno dei motivi per cui la nostra isola è così conosciuta. Non è difficile capire il perché: le caratteristiche del territorio, il clima e le particolarità delle uve cresciute sotto il sole e il vento sardo fanno del vino prodotto in questa terra un vero tesoro. Ogni zona dà vita a un prodotto con caratteristiche tutte sue, in base ai metodi e i luoghi di coltivazione delle uve. Vini più morbidi e alcolici se nati da viti allevate sull’argilla, freschi e sapidi se provenienti da terreni sabbiosi, di qualità elevata se nati da suoli calcareo-marnosi…

La Sardegna vanta una tradizione secolare proprio per questa eterogeneità e per la varietà davvero ricca di vitigni autoctoni. L’isola e il vino hanno un legame così profondo che la superficie vitata è oggi molto vasta (più di 26000 ettari!) e che da anni si studia ormai la correlazione tra questa bevanda e la longevità del popolo sardo.

Ma quali sono i vini sardi tipici e quali i vitigni autoctoni?

Se pensiamo alla Sardegna, i primi vini sardi che ci vengono in mente sono Cannonau e Vermentino. Il primo, vero simbolo sardo, è un rosso corposo e alcolico, perfetto abbinato con i piatti di carne della tradizione; il secondo viene gustato freddo con aperitivi e pietanze di mare. Pochi conoscono invece i tanti altri vitigni che regalano le molteplici eccellenze sarde in fatto di enologia.

Cos’è un vitigno autoctono?

Un vitigno autoctono è una varietà di vite che viene coltivata e diffusa nella stessa zona storica di origine. Si tratta quindi di una varietà non trapiantata da altre aree, ma originaria della stessa area in cui viene coltivata per produrre il vino. Ogni vitigno autoctono ha determinate caratteristiche distintive in quanto a forma e dimensione delle foglie, dell’acino e del grappolo ma anche con riguardo alle peculiarità che conferisce al vino.

In Sardegna i vitigni autoctoni sono addirittura 150, 21 quelli iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Ecco quali sono:

Il Cannonau, appunto

Ne abbiamo parlato poche righe fa e anche in un articolo a lui interamente dedicato. Il Cannonau è una varietà di vite che dà vita all’omonimo vino ormai definito elisir di lunga vita. Si distingue per la sua finezza nei gusti e nei profumi, che sono diversi a seconda della zona in cui viene prodotto. Il Cannonau è un vino con buona struttura e note di fiori e frutti rossi; nelle tipologie riserva o liquoroso, il vino sardo più famoso ha sentori più caldi e speziati.

Il Carignano

Tipico in particolare della zona a Sud-Ovest della Sardegna, il Carignano è noto per la sua resistenza ai venti marini che gli ha permesso di essere coltivato in questa zona, dove costituisce il 70% delle viti coltivate. Il Carignano regala calici di rosso di un bellissimo colore rosso rubino, fruttato, caldo e persistente. È secco e sapido ed è adatto all’abbinamento con arrosti di carne rossa e formaggi stagionati.

Il Bovale

La varietà Bovale ricomprende due varietà distinte: il Bovale sardo e il Bovale di Spagna (o Bovale grande). Il vino ottenuto dalle sue uve è un vino rosso dalle leggere sfumature granate con sentori di frutta matura o confettura. È perfetto abbinato a piatti conditi con sughi a lunga cottura e carni arrosto o in umido.

Il Monica

Uno dei più antichi vitigni sardi, il Monica è coltivato su una superficie complessiva di 3000 ettari. Adatto alla coltivazione su terreni calcarei in zone collinari, il vino che si ottiene da questo ha un gusto delicato e al palato è caldo, morbido, con profumi di mora e ciliegia, confettura di frutti rossi e sfumature di mandorla.

Il Cagnulari

Il Cagnulari viene coltivato in una ristretta area a Nord-Ovest della provincia di Sassari, solitamente su terreni calcareo-argillosi ben soleggiati. Viene allevato spesso ad alberello sardo; la sua concentrazione di zuccheri e sostanze polifenoliche conferiscono al vino buona struttura e complessità. Si distingue per le sue note balsamiche e gli intensi ed eleganti profumi di frutti di bosco. Perfetto da abbinare con i piatti della tradizione locale: pecorini stagionati, selvaggina, lumache, capretto arrosto.

Il Vermentino

Il Vermentino non ha bisogno di presentazioni: è un bianco da abbinare a piatti di pescato come primi ai frutti di mare, zuppe, risotti e pesci al forno, oltre agli antipasti di mare della tradizione. Ha intensi profumi floreali che ricordano le erbe aromatiche e colore giallo paglierino con riflessi verdognoli o oro. In Sardegna è protetto da due denominazioni: la Denominazione di Origine Controllata per il Vermentino di Sardegna e la Denominazione di Origine Controllata e Garantita per il Vermentino di Gallura, unico vino sardo a fregiarsi di questo marchio.

La Vernaccia

Tipica in particolare della zona di Oristano, dove viene coltivata e vinificata con antichissime tecniche, dà vita a un vino longevo e complesso che è il perfetto compagno dei dolci tipici sardi a base di mandorle. Le botti di rovere o castagno in cui viene affinato vengono lasciate scolme, affinchè la presenza di ossigeno favorisca lo sviluppo di lieviti in grado di creare il tipico aroma del vino.

Il Nasco

Già conosciuto in Sardegna in epoca romana, le uve mature del Nasco e il vino da esso ottenuto presentano un caratteristico aroma di muschio. La coltivazione di questa varietà è limitata alla zona di Cagliari; il vino che se ne ricava è liquoroso, color giallo dorato, con aromi di mandorla amara e finale amarognolo.

Il Nuragus

Altra varietà a bacca bianca, il Nuragus viene coltivato principalmente nella provincia di Cagliari e di Oristano, con 2000 ettari di superficie vitata. Introdotto in Sardegna dai Fenici, è conosciuto per la sua adattabilità a tutte le tipologie di terreno. Il vino che viene ottenuto da questa uva è paglierino, con note di mela verde e agrumi, fresco. Si abbina a formaggi freschi, antipasti e minestre.

Il Moscato

Il Moscato è un vitigno molto diffuso in Sardegna, soprattutto nelle zone ben esposte al sole e ai venti marini come l’entroterra del Golfo di Cagliari e le colline della Romangia, ma anche in Gallura, dove viene utilizzato in particolar modo per la produzione del Moscato spumante. Il vino Moscato ha aromi floreali, di frutta candita, mandorle caramellate e uva passa; è perfetto da gustare con dolci tradizionali e agrumi canditi.

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Ilaria Sanna

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